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06/08/2019, 13:36



Il-viaggio-nel-tempo-tra-teorie,-certezze-e-grattacapi-narrativi


 Un grande viaggio attraverso le complesse implicazioni dei viaggi temporali.



Lo scorso 3 Agosto, sul profilo Twitter ufficiale degliAvengers, il boss dei Marvel Studios Kevin Feige ha commentando il saltotemporale di 5 anni visto in Endgame, paragonandolo al finale di The NextGeneration.


La dichiarazione completa è stata:

 “mi è sempre piaciutal’idea di vedere i nostri personaggi evolvere, il finale di Star Trek: The NextGeneration, che vidi da ragazzo, e in tempi più recenti “Veep”, hanno fatto moltoegregiamente qualcosa del genere”.

 

In realtà sappiamo che i salti temporali del finale di TheNext Generation erano ad opera di Q, che spostava il capitano Picard attraversotre periodi della sua vita (passato, presente e futuro), ma i viaggi nel tempo,nella loro accezione più comune, oltre ad essere una chiave fondamentale diAvengers: Endgame, sono una costante di tutte le serie legate all’universo Trek(tanto che ad un certo punto sono comparse anche specifiche sezioni dellaflotta, ispettori e agenti temporali).

 

Vediamo allora di fare una panoramica sul tema partendo daun eccellente capostipite, ovvero: la macchina del tempo di H.G. Welles. Inquel romanzo il protagonista inventa appunto un congegno capace di viaggiareavanti e indietro nel tempo, ma questa sua scoperta finirà per condurlo in unfuturo sempre più remoto, dove non potrà che constatare ad un certo puntol’estinguersi della vita.

 

All’epoca dell’uscita del romanzo (la fine dell’ottocento)non mancarono le critiche sul piano scientifico (sebbene la storia fosseconcepita più come una sorta di riflessione sulle varie condizioni socialidella popolazione dell’epoca). Il dato importante che ci interessa sottolineareè che in quella circostanza si comincia a parlare seriamente del concetto del viaggionel tempo e dei sui (molteplici) paradossi.

 

Spostandoci dalla letteratura alla cinematografia l’esempiopiù classico ci viene dalla trilogia di Ritorno al Futuro, in cui il concetto èmolto semplice:

“se viaggi indietro nel tempo ogni azione compiuta nelpassato influenzerà il futuro e si, tu potresti anche correre il rischio didiventare il nonno di te stesso.”

 

La fisica quantistica considera questa interpretazioneestremamente sbagliata, mentre si ritiene più verosimile la possibilità che unipotetico spostamento nel passato non solo non influenzi il punto di partenzanel futuro, ma piuttosto crei una linea temporale alternativa e parallela(quindi non sostitutiva) a quella originale, è il tema di Avengers: Endgame.

 

Da ciò se ne desume che, ipoteticamente, a prescindere dacome andranno le cose, ogni possibile alternativa può effettivamente esisterein una dimensione parallela.

 

Come dite? Sono tutte cose già viste in Star Trek? Aveteragione!

 

Come detto, in Star Trek i concetti di viaggio nel tempo edi multiverso sono letteralmente una costante, dall’episodio di Worf sbalzatoattraverso una miriade di universi paralleli fino ai giorni nostri dove, inDiscovery, abbiamo nella prima stagione una forte presenza del cosiddettoUniverso Specchio mentre nella seconda stagione abbiamo molto a che fare con il“tempo”, fino alla sua sconvolgente conclusione in cui equipaggio e navevengono spediti quasi mille anni nel futuro.

 

Chi non ricorda poi la trama di Star Trek IV e il “tempowarp”, l’alluminio trasparente (che pare esista davvero adesso) e gliinnumerevoli episodi di ogni serie, in cui ogni tanto i vari equipaggi venivanocatapultati nel passato (e qualche volta, come Archer, anche nel futuro).

 

In Star Trek quindi abbiamo molteplici interpretazioni delviaggio nel tempo, molto interessante è l’episodio “L’Enterprise del Passato”in cui un’anomalia spazio temporale catapulta la Enterprise C ai tempi diPicard sottraendola al proprio destino ma sconvolgendo terribilmente ilcontinuum e trasformando il futuro di pace in un futuro di guerra. LaEnterprise C doveva soccombere nel passato e il suo sacrificio avrebbecementato la pace con i Klingon.

 

Ma non bastano le implicazioni etiche con la propriacoscienza nel dover prendere la decisione di rispedire indietro nel tempo unequipaggio per esporlo a morte certa. Infatti come conseguenza dell’alterazionedel passato (e quindi del futuro) Tasha Yar, precedentemente deceduta nellaprima stagione di TNG, qui ricompare viva e vegeta (e al posto di Worf), questofa si che il Capitano Picard decida di darle una seconda, apparentementeflebile, possibilità (fidandosi praticamente solo delle sensazioni di Guinan),accordandole il trasferimento sulla Enterprise C non tenendo conto che ciòdeterminerà un’altra alterazione importante.

 

In sostanza la Enterprise C parte dall’universo originaleper approdare ad un futuro alternativo, torna indietro al proprio universo mainfluenzerà comunque anche l’universo originale (oppure ne creerà un altro, seseguiamo l’ipotesi di Avengers) poiché Tasha esisterà due volte nella stessadimensione e addirittura partorirà Sela, mezza romulana e nemica letale dellaFlotta.

 

Da far girare la testa, ok, ma nella semplicità di unsingolo episodio (e delle sue conseguenze) abbiamo molte delle varie implicazionitemporali, c’è di vero che ogni volta il salto temporale è uno stratagemma chepuò risolvere molti problemi sul piano narrativo ma che inevitabilmente ne creaalmeno altrettanti.

 

Diciamo che se ci limitiamo al viaggio nel futuro eanalizzassimo gli elementi semplici che lo determinano potremmo definirlo comelo spostarsi in un punto avanti nel tempo quasi istantaneamente, senza avereuna reale percezione del tempo trascorso.

 

In effetti è un po’ come quando dormiamo, non abbiamo pienacoscienza delle ore trascorse ed al risveglio l’unica percezione ce la da lasensazione di riposo (oltre ovviamente all’orologio), potremmo quasi definirloun piccolo viaggio nel tempo che compiamo ogni giorno, cioè ogni notte. Ladifferenza in questo caso la fa l’invecchiamento, o meglio l’ossidazionecellulare, al risveglio saremo un po’ più vecchi, per evitare questo a darciuna mano potrebbe essere la criogenesi.

 

Fantascienza? Non proprio se al mondo ci sono almeno 3aziende che offrono questa possibilità e molte persone si sono già sottoposte aquesta procedura (e moltissime hanno firmato contratti per farsi “congelare”dopo morti).

 

L’ipotesi è quella raccontata nell’episodio di TNG “La ZonaNeutrale”, a far da sfondo al gran ritorno dei Romulani (ed alla primissima“percezione” della presenza dei Borg), la storia di queste persone ritrovate incapsule alla deriva nello spazio ed ibernate negli anni ’80 dopo morti nellasperanza che nel futuro scoprissero una cura per le loro malattie (oltre almodo per rianimarli).

Anche questo è, in un certo qual senso, un modo perviaggiare nel tempo, oltretutto senza intaccare il continuum spazio temporale.

 

In verità al concetto di tempo è strettamente legato unaltro concetto molto caro alla scienza: la gravità, ma facciamo prima un passo...di lato. Noi siamo soliti misurare il tempo attraverso strumenti e percezioniche usiamo quotidianamente e che quindi percepiamo come normali, ad esempiol’alternarsi giorno/notte, l’orologio, l’invecchiamento, la necessità disincronizzare le nostre azioni con quelle degli altri e così via dicendo.

 

In realtà sono convenzioni che abbiamo stabilito peraiutarci ad affrontare la vita ma quante volte capita che ci svegliamo unqualunque giorno della settimana e diciamo “oggi sembra domenica”, oppure “oggiil tempo non passa mai!” o il contrario “oggi è volata!”.

 

Se togliessimo, per ipotesi, i punti di riferimentoessenziali il tempo per come lo viviamo non esisterebbe, esiste perché ci“muoviamo” e questo avviene così in piccolo come pure per i pianeti e legalassie.

 

Capiamo quindi che in tutte queste implicazioni si fa stradala “gravità” e l’esempio più affascinante è senz’altro legato ai buchi neri. Ilbuco nero ha una forza di gravità tale da non permettere nemmeno alla luce disfuggirgli, l’effetto è quello che, più ci si avvicina ad un buco nero, più iltempo comincerà a scorrere lentamente, esattamente come accade nel filmInterstellar dove pochi minuti trascorsi su un pianeta posto nelle prossimitàdi un buco nero corrispondono ad anni nel normale spazio.

 

Ed è un po’ l’esatto contrario di quello che accadenell’episodio di Voyager “in un batter d’occhio” dove nel bel mezzo di unlontano sistema solare l’equipaggio del capitano Janeway scova un pianeta cheruota ad incredibile velocità poiché il proprio tempo scorre, o meglio, corrediversamente (ovviamente all’insaputa dei suoi abitanti).

 

Anche in questo caso lo spostamento temporale è inteso ad unsolo verso e senza possibilità di ritorno, malgrado nello Star Trek del 2009 ilbuco nero creato artificialmente da Spock si rivelerà una sorta di passaggiotemporale che catapulterà la Narada di Nero indietro quando James T Kirk ancoranon era nemmeno nato.

 

C’è però qualcosa che ci permette, malgrado tutto, di dareuno sguardo nel passato anche più antico ed è la luce ed in particolar modo laluce delle stelle che vediamo tutte le notti (per lo meno quelle con cielosereno).

 

In effetti il cielo stellato ci propone una sorta difotografia della galassia che in realtà viene da molto lontano, posto che lestelle che vediamo sono davvero molto distanti da noi.

Per tutte queste ragioni se viaggiassimo ad una velocitàprossima a quella della luce sarebbe probabilmente un viaggio di sola andata ese pure tornassimo indietro troveremmo un pianeta Terra decisamente più vecchiodi quello che abbiamo lasciato.

 

Per questo le teorie più probabili per il viaggiointerstellare vertono verso i cosiddetti warmhole o più in generale verso lapossibilità di curvare lo spazio, concetti che implicano la profonda conoscenzadi quella “gravità” di cui abbiamo parlato poco prima e che anche qui torna intutta la sua fondamentale importanza.

 

Dunque dovremo certamente percorrere ancora molta strada percomprendere appieno spazio e tempo e non sappiamo nemmeno se mai ci riusciremo.

Magari un giorno scopriremo come è possibile spostarsiattraverso le dimensioni, creeremo dei gps spazio temporali come Tony Stark inEndgame oppure, molto più probabilmente, non potremo mai viaggiare indietro neltempo (altrimenti lo sapremmo).

 

Capire il tempo e usarlo a nostro piacimento ha sempreaffascinato l’uomo e continuerà ad essere fonte di stratagemmi (e di guai) pergli sceneggiatori di film e serie, probabilmente alla fine ha ragione KathrynJaneway quando suggerisce di non provarci per niente a capirlo e lasciare chele cose, semplicemente, avvengano.

 



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USS.DiscoverySiate intrepidi,
Siate audaci,
Siate Coraggiosi
Christopher PikeJean-Luc PicardIl comando pensa che i disadattati siano utili
Ci tengono occupati.
Chi è strano è divertente
Philippa Georgiou

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